venerdì, marzo 31, 2006

Tranquili


Tranquilo ragaZo, me la so cavare.
Ho imparato il giochino: piccoli passi alla volta.
Piccole tappe per vincere il Giro con addosso la maglia rosa.

Tranquila ragaZa, ce la posso fare.
Posso resistere senza farmi notare.
Anche se stasera non ci sei, ti posso immaginare.

Tranquili ragaZi, anche se si mette male.
Abbiamo trovato il modo di non farci del male.
Diamoci fiducia e non restiamo a guardare.

Tranquili Tutti,
che se ci svegliamo finisce male.
Vi spazziamo via che neanche ve ne accorgerete.
Maledetti voi, gente assetata di potere e povera di idee,
ve ne andrete via con calci nel sedere.

Tranquilo io che sono il Poeta abitante della Pietra.
Al mio posto devo stare senza tanto recriminare o decantare.

Tranquilo io senza Dio.



Lazzaro 31/3

giovedì, marzo 30, 2006

Barbapapà consiglia


Devi costruirti
da solo
la tua felicità
ed è una lotta

martedì, marzo 28, 2006

Pomeriggio qualsialsi

Eccomi qui, in un pomeriggio qualsialsi di primavera.
Fuori c'è il sole che battezza come al solito metà balcone; dentro c'è odore di caffé all'orzo, lucky strike e zooeuropa che suona.
Scelgo di stare dentro anche se i discorsi degli uccellini mi interessano assai, forze più delle mie cazzate in testa, che vomiterò nel post di oggi.
Siamo alla fine di marzo ed un altro mese se ne stà andando avvicinandoci all'agognata estate, cioè vacanze, ferie e sole e spiaggie, bisogno di fermarsi, non pensare o perlomeno farlo rilassati.

Perchè c'è sempre questa ossessione-bisogno di pensare?
Perchè non sono più "semplice", come "numb" di The Edge?
Perchè devo sempre guardare dentro alle persone e alle cose?
Perchè non me ne sto' in pace con me stesso e con il mondo intorno?

Forse perchè ME NE FREGA, ecco le point.
E mi mangio le pellicine e ne accendo un'altra e mi prendo un altro sorso di caffè.
Forse era più semplice esserlo.
Forse questo mondo mi va stretto.
Forse voglio che le cose girino in un altro modo, come "lemon" di Bono, quel santo.

"Oggi non ho tempo, oggi voglio stare spento" dice Vasco in una delle sue.
Capita, ma non a me in questi mesi, oppure sì capita, ma solo in alcuni momenti delle nostre interminabili "splendide giornate". Allora si accende la tele e ti capita di vedere di ogni: nani e ballerine, fotomodelli e cuoche improvvisate, partite dal terzo mondo..
Ma soprattutto in sto' periodo di merda siamo invasi da tribune elettorali che ci hanno già rotto i maroni ed arrivare al nove aprile ancora ce n'è...
Ieri sera-notte, per spegnermi lentamente, avevo deciso di accendere la macchina infernale: niente da fare tutti i canali erano "occupati".. la buonanotte me la dovuta dare uno speciale su Raffaella Carrà, ma mi ci vedete? Impossibile trovare la posizione, spenta la macchina infernale, oppio del popolo italiano.

Popolo di navigatori(?), poeti (forse sì) e di possessori di automobili e televisori: una per componente di famiglia.
Ma come facciamo ad andare avanti così? A scavare, come dice Moretti, come facciamo? Aspettiamo forse un altro miracolo italiano, ma non vediamo invece che è più probabile un' Argentina europea?
Vorrei scappare prima che la nave affondi, ma qui ho le mie radici e qui combatterò perchè ciò non avvenga, nel mio piccolo combatterò. Siamo lo zimbello di mezzo mondo e questo mi fa incazzare di brutto. Per cui domani andrò ad una rassegna cinematografica organizzata da ragazzi che un posto dove ritrovarsi se lo sono preso, in culo ad una società che non fà un cazzo per i nostri piccoli eroi, giovani che si ritrovano un presente precario ed un "futuro incerto e felicità a momenti"(T.Carotone).

Così vi saluto, miei prodi

lunedì, marzo 27, 2006

Un anno di felicità


Da oggi: BARBANERA consiglia.
Ebbene sì, da oggi un nuovo servizio sarà disponibile per voi Cinni del Parco.
Barbanera sarà a vostra disposizione per ogni utile consiglio seguendo le indicazioni degli astri e dei proverbiali detti nazionali.

Siccome noi siamo "avanti" e alle nostre porte bussa Aprile, analizziamo un attimino sto' mese.
Tipo: Aprile piovoso, anno fruttuoso; se Aprile mette il muso, fuoco acceso e uscio chiuso; gemma d'Aprile non riempe il barile; per tutto Aprile non ti allegerire. e via dicendo..

Se volete si risponde a vostri quesiti anche a seconda dei segni zodiacali, indicando l'ascendente; non abbiate paura del futuro, fatevi avanti, ci sarà una risposta per tutti, belli o brutti.

Heidòa, cinno Almanacco

venerdì, marzo 24, 2006

Un Uomo

Un uomo è vecchio solo
quando i rimpianti,
in lui,
superano i sogni
A.Einstein

giovedì, marzo 23, 2006

Troppa tensione


C'è troppa tensione nell'aria, troppe nuvole che oscurano il cielo.
Nuvole cariche di pioggia acida, pronta ad essere scaricata giù con i prossimi "rovesci".
Il Sole fatica a spuntare, ad albeggiare, troppe nuvole..

Il Nano mi preoccupa il giusto, vorrei solo che fosse giustiziato come tutti gli altri predatori della Democrazia.

Mi fanno schifo, per fortuna sto' ascoltando chill-out mucic, altrimenti chi sa cosa scriverei..

Al Nano fa comodo caricare la tensione, le persone si spaventano e vanno tutte al centro del gregge, ma noi non possiamo stare qui solo a guardare. E' giusto che le macchine di Forza Italia vengano prese a "farina": il Tappo è il primo dei sniffatori in Italia, e poi noi in qualche modo dobbiamo scaricarla stà tensione. E non mi sembra che si faccia male alcuno, allora perchè gli sbirri sono così carichi si voglia di tafferugli? La tensione appunto.

La stessa che c'era quando hanno cacciato Craxi a monetine fuori dal S.Raphael, ma quella è stata una liberazione, noi il Mafioso massone ancora ce lo dobbiamo sorbire come la pioggia acida che scende dal cielo in questi giorni di rovesci.

sabato, marzo 18, 2006

la Storia ci darà ragione

Tra 30 anni saremo vecchi, ma saggi e con la memoria lunga.
Quello che sta' accadendo in Francia dobbiamo tenerlo a mente.
In Italia siamo già precari e flessibilissimi a prenderlo in culo;
loro spero riescano a fermare quella Legge, qui firmata Biagi, che ci rende ogni giorno che passa sempre più depressi ed incazzati.
Così non può continuare per noi e per gli impossibili nostri figli.
La Costituzione italiana va rispettata, occorre vivere in un paese dove a noi ventenni e trentenni e quarantenni venga data la possibilità di vivere in stabilità, speranzosi del futuro e almeno di avere la parvenza di essere in uno stato meritocratico," aperto", dove si pagano le tasse equamente, tutti, specialmente i miliardari, che ci sono e mantengono il potere da troppo tempo.
Mi sono sfogato, grazie.

Andrea

venerdì, marzo 17, 2006

Mister B. parte I


Cliccare sulla "letterina" per leggerla meglio... e vomitare nell'apposito cestino.
cinno mrkt

giovedì, marzo 16, 2006

Effetto flussi


Tutti in fila fingendo di non esserci.
Martedì 14 marzo 2006 è stato il primo giorno, e di fatto l'unico giorno utile, per richiedere uno dei 170.000 permessi di soggiorno disponibili su 2 milioni di domande previste e 480.000 effettivamente presentate.In alcune città, come ad esempio Alessandria, le file fuori agli uffici postali sono iniziate da venerdì sera. Migliaia di persone in tutta italia sono state costrette a interminabili code di ore davanti agli uffici, che sarebbero stati aperti per loro solo per tre ore.Ciò è quanto di più violento e cinico si possa immaginare, considerato che in molti rimarranno delusi perché le quote d'ingresso sono volutamente inferiori alle richieste.Ma non basta, perché la cosa ancora più delirante è che chi vedrà concedersi il suo permesso di soggiorno dovrà tornare al proprio paese per ritirarlo al consolato italiano e ricevere il visto per rientrare in Italia, a prescindere da quanto distante sia, il suo paese.Così quei pochi che otterranno il permesso saranno, memori di queste ore e del viaggio cui saranno costretti in seguito, saranno disposti ad accettare le peggiori condizioni di vita e di lavoro pur di tenerselo stretto, mentre chi sarà escluso continuerà a vivere nell'ombra.Questo è il destino dei 1.840.000 immigrati cui non verrà dato il permesso di soggiorno.In più, in questa maniera saranno schedati migliaia di clandestini altrimenti non noti burocraticamente e irrintracciabili. La macchina del controllo continua a fare il suo corso.

da Indymedia

mercoledì, marzo 15, 2006

Napoleone vs Mortadella


Ieri sera ho dovuto, per lavoro, guardare wrestlingmania:
nano di sterko vs grande padre.
un po' mi sono divertito, un po' annoiato, un po' incazzato.
ero comunque interessato.
il primo dava i numeri del lotto, il secondo felicità.
tutti è due sarebbero da processare come wanna marchi & co.

interessante è stato sentir parlare di Stato leggero, quote rosa, immigrati ed iran.
ho fumato mezzo pacchetto di siga e molte volte avevo intenzione di guardare rai3:
matrimonio all'italiana.

spero che ieri sera gli indecisi abbiano preferito l'insaccato di bologna,
perchè lo ritengo il più serio, invece il tappo unto di arcore per me rappresenta la mafia corrotta del belpaese.

Tenete pronte le vostre bandiere, che lun 10 si va in piazza.

cinno mrkt

martedì, marzo 14, 2006

Cinebaz


Rassegna cinematografica "Rivolte globali"

Mercoledi 29 marzo ore 22.00
CINEBAZ: "The weather underground" di Green e Siegel, ExMensaOccupata -Via Gioannetti 2
Bologna

Mercoledi 22 marzo ore 22.00
CINEBAZ: "Bloody sunday" (2001) di Paul Greengrass@ ExMensaOccupata - Via Gioannetti 2

Mercoledi 15 marzo ore 22.00
CINEBAZ: "Terra e liberta'" (1995) di Ken Loach@ ExMensaOccupata - Via Gioannetti 2

per maggiori informazioni
www.ecn.org/baz

lunedì, marzo 13, 2006

Guerriglia a Milano


Milano, polemiche dopo gli incidenti. Chiti: «Niente critiche dagli alleati dei fascisti» Sono stati convalidati e trasformati in arresto 41 dei 45 fermi effettuati sabato dalle forze dell'ordine in seguito ai gravi scontri nel centro di Milano con gruppi di black boc e autonomi. Lo ha comunicato il questore di Milano, precisando che tra gli arrestati, fra i 16 ed i 43 anni, vi sono persone dei centri sociali Orso, La Pergola e Vittoria di Milano, e autonomi di altre città tra le quali Reggio Emilia, Alessandria, Como e Brescia. Gli arrestati hanno trascorso la notte nel carcere di San Vittore e dovranno rispondere di reati vari tra i quali violenza, resistenza e minacce a pubblico ufficiale, lesioni, vandalismo, devastazioni e saccheggio. Dodici sono stati i feriti tra le forze dell'ordine, due carabinieri sono stati feriti, uno al volto e l'altro ad una gamba, dall'esplosione di una delle bombe carta riempite di chiodi lanciate contro i militari. Altri sei cittadini si sono fatti curare in ospedale per le conseguenze dei disordini, chi per gli effetti dei lacrimogeni, chi per lesioni riportate nel parapiglia. La Digos, che sta indagando sugli incidenti, ha precisato che più della metà dei fermati, sorpresi in flagranza di reato, ha precedenti specifici. Manganelli, bastoni, tirapugni, sacchi di pietre e chiodi sono tra il materiale sequestrato ai manifestanti. Dopo le prime sassaiole, i manifestanti hanno fatto incursione in alcuni negozi, incendiando un locale punto di propaganda elettorale di Alleanza Nazionale prendendo di mira in particolare un ristorante McDonald's, sfondandone le vetrine ed imbrattandolo con scritte. Gli agenti hanno caricato i manifestanti, inseguendone alcuni e riuscendo a fermarne una cinquantina. Secondo testimoni, alcuni dei manifestanti sono stati anche inseguiti da passanti e negozianti della zona e l'intervento degli agenti ha impedito che fossero malmenati. Quattro fermate della metropolitana sono state chiuse mentre la zona è stata a lungo invasa dal fumo dei lacrimogeni e degli incendi appiccati dai manifestanti. Nel pomeriggio, le forze dell'ordine si sono schierate in massa per consentire che non venisse interrotta la manifestazione di Fiamma Tricolore, svoltasi regolarmente con alcune centinaia di partecipanti, dopo un iniziale stallo dovuto alla presenza di striscioni con simboli fascisti, che la polizia ha fatto rimuovere Sulle violenze si è naturalmente innestata la polemica politica della destra che tenta di associare i teppisti milanesi al centro-sinistra. «La destra, disperata ed allo sbando, tenta di accomunare questi teppisti alla nostra parte politica» come il coordinatore della segreteria Ds, Vanino Chiti. «Lo ha fatto anche ieri il leader dell'Udc Casini a Firenze. Noi abbamo condannato con fermezza gli autori dei gesti criminali di Milano - spiega Chiti -. Perchè Casini non fa altrettanto con chi, sempre a Milano, sfilava commento altri crimini: inneggiando a Mussolini, al fascismo ed all'intolleranza razziale?». «La destra, con chi sfila inneggiando al Fascismo con le braccia tese, si è alleata. Onorevole Casini la destra, se vincesse le elezioni, porterebbe in Parlamento ed al Governo, dopo 61 anni dalla fine della resistenza e dalla liberazione del paese, due partiti dichiaratamente fascisti. Siete l'unica destra in Europa a farlo», ha commentato l'esponente dela Quercia. In commento amaro giunge dall'ex prefetto di Milano e candidato per il centro sinistra alla poltrona di sindaco del capoluogo lombardo, Bruno Ferrante. «In quasi sei anni non si sono mai registrati episodi di questa gravità. E la ragione è proprio quel metodo della mediazione che oggi mi viene superficialmente contestato». L'ex prefetto definisce «patetiche» le polemiche secondo le quali avrebbe dovuto sgomberare i centri sociali: «alla manifestazione di ieri hanno creato disordini soprattutto persone che venivano da fuori. Per il centrodestra - prosegue Ferrante - la soluzione di tutti i problemi sono gli sgomberi, che invece possono creare i problemi maggiori». Dura anche la presa di distanza di Fasuto Bertinotti: «Condanna assoluta dei violenti, senza se e senza ma: con queste persone non abbiamo nulla da spartire. Trovo profondamente ingiusto parlare in modo generico di no global e centri sociali. I responsabili vanno individuati con precisione e le loro azioni censurate. Ma dico no ai polveroni», spiega il segretario del Prc. «Agli scontri di ieri i leoncavallini non c'erano, hanno preferito forme di mobilitazione pacifiche e democratiche. Qualcuno, mi opare Ignazio La Russa, ha detto che i violenti di Milano sono degli elettori di Prodi, Ma quel popolo, il nostro popolo, è pacifico e fonda sul dialogo le proprie relazioni. Le destre hanno seminato il campo di aggressività, e adesso mostrano una formidabile coda di paglia». Dall'Unità

sabato, marzo 11, 2006

Repubblica delle Bananas


LE EMORROIDI DI PAOLO MIELI (CORSERA .IT)Venerdì, 10 marzo

Il volto c’è l’ha,quello che cupo siede torvo sulla tazza a curarsi i dolori fisici delle deiezioni difficili.Eppure siede sullo scranno più alto del Corrierone,per intenderci il giornale divenuto ormai di partito alla cui tavola rotonda starnazzano coloro i quali si credono i cavalieri di Artù,i Tronchetti Provera e i Della Valle.Un simposio di lugubri personaggi che lavorano alacremente per riordinare i perduto partito democristiano,tanto per intenderci quello che fece dell’Italia il trionfo della corruttela a cui bofonchiando si aggiunsero i socialisti di Craxi.Un periodo di triste oscurantismo che oggi trova nei nuovi esemplari politici i fiori di quei germogli che nacquero dopo la guerra in Italia.

da Repubblica.it (sempre ven.10/3)
MOLTI CAMBI DI MINISTRI E I TRAVAGLI DEL GOVERNO DEL BERLUSCA

Con le dimissioni di Storace, un altro membrodell'esecutivo costretto a lasciare la poltronaMolti cambi di ministri e una crisii travagli del governo BerlusconiIl n.1 della Sanità l'ultimo di una lunga serie: venti i cambiamenti dall'11 giugno del 2001, giorno del giuramento nelle mani del presidente della Repubblica. Ci sono stati cambi di dicasteri, sostituzioni, interim e una vera e propria crisi che, lo scorso aprile, ha dato vita al Berlusconi bis. Calderoli non è stato nemmeno sostituito, il governo era in fase di prorogatio e il suo ministero è di quelli senza portafoglio. La storia dei cambi di guida nei ministeri del governo finora più longevo della Repubblica comincia alla Farnesina. Il primo avvicendamento è quello del gennaio 2002, quando Renato Ruggiero lascia gli Esteri sostituito da Franco Frattini. Non immediatamente, però. Ma solo dopo 10 mesi di interim nelle mani dello stesso presidente del Consiglio. La conseguenza è che a guidare il ministero della Funzione pubblica, in sostituzione di Frattini, viene chiamato Luigi Mazzella. Nel luglio 2002 esce di scena il ministro dell'Interno Claudio Scajola, per le polemiche scatenate da una sua frase sulla morte di Marco Biagi, ucciso dalle Brigate rosse. Il Viminale passa a Beppe Pisanu. Un anno dopo, nel luglio del 2003, finisce il 'purgatoriò di Scajola. Torna nella squadra di governo e va ad occupare la poltrona che era stata in precedenza di Beppe Pisanu, quella di ministro per l'Attuazione del programma di governo. Sempre a luglio ma nel 2004, un altro avvicendamento: quello al ministero dell'Economia. Se ne va Giulio Tremonti, con Berlusconi che assume l'interim per tredici giorni e poi affida le chiavi del superdicastero di via XX Settembre a Domenico Siniscalco, fino ad allora braccio destro di Tremonti e direttore generale del Tesoro.
Pochi giorni dopo, il 19 luglio, Umberto Bossi, già da tempo fuori dalla scena politica a seguito di una grave malattia, opta per il nuovo Parlamento Europeo, decadendo dall'incarico di ministro delle Riforme. Una carica che però resta alla Lega con l'arrivo del vice presidente del Senato Roberto Calderoli: è il 23 luglio. Il 18 novembre scorso, invece, Franco Frattini, nominato commissario europeo, lascia l'esecutivo italiano. Al ministero degli Esteri approda Gianfranco Fini, confermato vicepremier. Incarico nel quale lo affianca Marco Follini, mentre Mario Baccini lascia la poltrona di sottosegretario agli Esteri e sostituisce Luigi Mazzella al ministero della Funzione pubblica. Ma ad aprile, il governo Berlusconi, dopo 1413 giorni di esistenza, è costretto a una vera e propria crisi anche se brevissima (appena 67 ore). Ne esce un nuovo esecutivo con 26 ministri. Escono Follini, Gasparri, Sirchia, Urbani, Marzano. Torna Tremonti (come vicepresidente) ed entrano Storace, La Malfa, Landolfi, Micciché e Caldoro. Il 22 settembre, in polemica per le mancate dimissioni del governatore Fazio, si dimette il ministro dell'Economia, Domenico Siniscalco. Lo sostituisce lo stesso Tremonti. Dopo un periodo di relativa calma, se ne va il ministro delle Riforme Roberto Calderoli, messo sotto accusa per indossato una maglietta offensiva in televisione: è il 17 febbraio. Oggi, infine, le dimissioni di Storace. (10 marzo 2006)


picture by Andrea Pazienza

venerdì, marzo 10, 2006

Forza Rocco





Non è un'indicazione di voto, ma solo un avvertimento: altri cinque anni di Berlusca al governo non si reggerebbero..
Gli sfiduciati sono già pronti a cambiare paese,
io invece penso che alla fine l' Unione vincerà e l'Unto dal Signore dovrebbe fare la stessa fine del suo predecessore Bettino C.: espatriare lui stesso per non subire tutti i processi a suo carico che fino ad ora ha raggirato tra prescrizioni e leggi ad hoc per pararsi il culo.
Insomma: Sirvio puppa e levati dai coglioni ke hai già fatto abbastanza danni...

Andrea Lazzaretti

giovedì, marzo 09, 2006

Travaglio su Kossiga boia



Cossiga, boia se molla
Marco travaglio



Ci vorrebbe una legge Bacchelli per gli ex presidenti della Repubblica. Una legge che garantisca una serena vecchiaia, con tanto di vitalizio, a chi ha guidato lo Stato, ma in cambio di una firma su una minuscola clausoletta: quando, a insindacabile giudizio di un pool di esperti, l’"ex" comincia a farla fuori dal vaso, oltre al pannolone scatta il silenzio stampa. Giornali e tv dispongono un cordone sanitario e si accordano per non raccogliere più le sue esternazioni. Nessuna censura, per carità. Solo una giusta tutela per la carica occupata dall’ex, ma soprattutto per la persona dell’ex, che altrimenti rischia di essere ricordato per i suoi delirii senili, anziché per quello che di buono eventualmente ha fatto. Lo stesso accorgimento potrebbe essere esteso a scrittori e intellettuali famosi, che alla fine rischiano di cancellare i meriti acquisiti in una lunga e gloriosa carriera. La proposta sorge spontanea ogni volta (una all’anno) che piovono da Manhattan le scombiccherate fatwe di Oriana Fallaci e ogni volta (almeno due al giorno) che piovono da Roma le sgangherate esternazioni di Francesco Cossiga. Il "Presidente Emerito della Repubblica", come tocca chiamarlo, non è sempre stato così. Vi fu un tempo in cui, pur tra mille bizzarrie e catastrofi (dal caso Moro, fatto gestire da un comitato di piduisti, a tanti altri misteri d’Italia), manteneva una certa dignità. Fu il solo ministro dell’Interno, nella prima Repubblica, a dimettersi per aver fallito: nel senso che quasi tutti fallirono, ma l’unico dimissionario fu lui, dopo lo choc di via Fani. E nella prima parte del suo settennato al Quirinale mantenne una condotta ineccepibile, discreta e "istituzionale". Poi, provocato dalle manovre di Andreotti su Gladio, cominciò a sbarellare. Tre anni di "picconate", insulti a questo e a quello, soprattutto al suo partito e al Pds, durante i quali la credibilità della massima istituzione del Paese finì sottoterra. Anche perché non si trattava, come a Cossiga piaceva far credere, dell’estrema conseguenza della crisi della Prima Repubblica, della quale lui aveva capito in anticipo gli effetti dopo il crollo del muro di Berlino. Dal suo piccone, infatti, si salvò un partito, il più corrotto: il Psi di Craxi. E quando Massimo Fini gliene chiese il motivo, lui rispose ineffabile: "Sfido io, Craxi è l’unico che mi difende!".Da allora, ogni qualvolta spunta sulla scena qualcosa di pulito, di onesto, di positivo, di innovativo, Cossiga non ha dubbi: si schiera dall’altra parte. Indimenticabile (e dunque dimenticata) la sua campagna contro i "giudici ragazzini": "Non è possibile che si creda che un ragazzino, solo perché ha fatto un concorso di diritto romano, sia in grado di condurre indagini complesse contro la mafia o contro il traffico di droga. Questa è un’autentica sciocchezza" (10 maggio 1991). Sei mesi prima, ad Agrigento, le lupare di Cosa Nostra avevano falciato la giovane vita del giudice antimafia Rosario Livatino, 28 anni. Quando il Csm tentò di difendere i giudici di Milano, calunniati da Craxi come complici del terrorismo di Prima Linea nel delitto Tobagi, Cossiga bloccò il dibattito minacciando di mandare i carabinieri a Palazzo dei Marescialli. E non smise mai di vantarsi di quell’atto paraeversivo. In compenso, pesanti ombre si erano addensate qualche anno prima proprio su di lui, a proposito di Prima Linea: quando i giudici istruttori di Torino chiesero di processarlo per la strana fuga di notizie "istituzionale" che aveva consentito al pluriomicida Marco Donat-Cattin, figlio del ministro dc, di sfuggire alla giustizia. Il Parlamento, ovviamente, negò l’autorizzazione a procedere.Nella primavera del 1990 irruppe sulla scena politica la Lega Nord, che con la sua vittoria alle elezioni amministrative minacciava soprattutto a Milano il consociativismo tangentizio Dc-Psi-Pci. Il presidente della Repubblica Francesco Cossiga, come racconterà Gianfranco Miglio nel suo libro del 1994 "Io, Bossi e la Lega" (pagina 24), telefonò al professore leghista per minacciare esplicitamente il Carroccio. Era il 26 maggio 1990. Queste, secondo Miglio, le parole del capo dello Stato: "Di’ ai tuoi amici leghisti che devono piantarla. Non mi mancano i mezzi per persuaderli. Rovinerò Bossi facendogli trovare la sua automobile imbottita di droga; lo incastrerò. E quanto ai cittadini che votano per la Lega, li farò pentire: nelle località che più simpatizzano per il vostro movimento aumenteremo gli agenti della Guardia di finanza e della Polizia; anzi li aumenteremo in proporzione al voto registrato. I negozianti e i piccoli e grossi imprenditori che vi aiutano verranno passati al setaccio: manderemo a controllare i loro registri fiscali e le loro partite Iva; non li lasceremo in pace un momento". Non risulta che Cossiga abbia mai smentito né querelato Miglio per quell’accusa da Corte Marziale. Da quando lasciò a malincuore il Quirinale, Cossiga ha annunciato un centinaio di volte il suo ritiro dalla politica attiva. Salvo poi intervenire quotidianamente nella medesima, sempre coerentemente per difendere il peggio. Attaccò i magistrati di Mani Pulite, che all’inizio aveva difeso per una vecchia amicizia con Di Pietro. Maledì il pool antimafia di Palermo. Insultò Gian Carlo Caselli. Difese appassionatamente la P2, Giulio Andreotti (l’ex nemico ora è un amico, o così pare) e Bettino Craxi, visitato fino all’ultimo nella latitanza tunisina. Parlò di Berlusconi, ora per definirlo "il nuovo Anticristo", ora per chiedere di "non demonizzarlo".Tracimò sulla Quercia, ora a favore (disse addirittura di averla votata), ora contro. E poi cominciò a lavorare per rifondare quella Dc che aveva contribuito ad affossare, con l’Udr e poi con l’Udeur (compagni di strada davvero insigni, tipo Cirino Pomicino), da cui peraltro si dimise un attimo dopo la fondazione, col solito strascico torrenziale di battutine, allusioni, insinuazioni, botta e risposta, promesse di silenzio stampa interrotte un secondo dopo con altri fluviali sproloqui in una bulimia esternatoria praticamente inarrestabile. è grazie a lui se nell’ottobre 1998 D’Alema potè assistere impassibile alla caduta del governo Prodi, e subentrargli l’indomani: il Lìder Massimo già sapeva che l’Emerito gli avrebbe portato in dote una pattuglia di transfughi berlusconiani (da Buttiglione a Mastella: "la piccola armata di Valmy") per rimpiazzare i rifondaroli e metter in piedi un nuovo governo sulla tomba dell’Ulivo. Racconterà Cossiga che così volevano gli amici amerikani, sicuri che Prodi non avrebbe dato il via libera all’imminente guerra in Kosovo senza l’avallo dell’Onu ma solo con quello della Nato, mentre D’Alema sì.Nel 2001 l’Emerito è con Berlusconi, o almeno così pare. Il Cavaliere ci casca e gli fa eleggere in Parlamento tutto il parentado: dal figlio Giuseppe Cossiga al cugino Piero Testoni. Ma, appena i due congiunti entrano alla Camera sui banchi di Forza Italia, lui ricomincia a cannoneggiare Forza Italia a palle incatenate. Poi cambia bersaglio, anche perché i giudici han ricominciato a indagare. Il pm di Potenza Henry John Woodcock scopre certe attività poco chiare del generale Orlando, amico dell’Emerito, che comincia subito a strillare contro il magistrato (poi assolto in sede disciplinare dalle sezioni unite della Cassazione). Nel 2002 il pm antimafia di Palermo Antonio Ingroia spedisce negli archivi centrali della Polizia e dei servizi segreti un consulente molto esperto, Aldo Giannuli, a caccia di elementi utili sugli intrecci fra Cosa Nostra, malapolitica, barbefinte e trafficanti d’armi che nel 1988 ha portato all’uccisione a Trapani di Mauro Rostagno. Cossiga salta su come la rana di Galvani alla scossa elettrica. Accusa Ingroia di "raccogliere informazioni" su di lui, sul generale Mario Mori (capo del Sisde) e su Berlusconi, chiede spiegazioni al procuratore Grasso, minaccia il magistrato: "Quanto è vero Dio, gliela farò pagare". In realtà Giannuli non deve raccogliere un bel nulla su Cossiga, Mori e Berlusconi: tanto per cambiare, l’Emerito racconta solo bufale. Ma ottiene l’effetto sperato: Grasso redarguisce Ingroia e intanto scadono i termini per indagare sul delitto Rostagno. Il consulente Giannuli non parte più per Roma e il fascicolo viene archiviato. La scena si ripete pari pari quando a Monza emergono i traffici di un imprenditore amico di Cossiga per gli appalti del Ponte di Messina: l’Emerito va a Porta a Porta a denunciare le intercettazioni a legali suoi amici e, già che c’è, si vanta di aver autorizzato intercettazioni illegali ai tempi del terrorismo ("ora lo possiamo dire, tanto è tutto prescritto...").Intanto, a Milano, è partita Bankopoli, l’indagine sulle scalate Bpl-Antonveneta, Ricucci-Rcs e Unipol-Bnl. Saltano fuori telefonate di Cossiga con Fazio, Fiorani, D’Alema e Consorte. è lui stesso a vantarsene nelle continue comparsate televisive, mentre annuncia per l’ottantesima volta il suo irrevocabile "ritiro dalla vita pubblica" e poi partecipa persino a un talk show sul Grande Fratello. Questa volta se la prende con i magistrati di Milano, ma soprattutto con il maggiore della Guardia di Finanza Antonio Martino, che coordina le indagini a stretto contatto col procuratore Francesco Greco, additandolo in varie interrogazioni parlamentari come l’ufficiale infedele che viola ogni giorno il segreto e passa notizie riservate ai giornali. Comprese le telefonate segretate fra Consorte e Fassino. Naturalmente non è vero niente: non solo non ci sono prove, ma c’è la prova del contrario, visto che il cd con tutte le intercettazioni a disposizione di Martino e della Procura è sigillato in cassaforte fin dal primo giorno. Ma intanto Martino ritrova ogni giorno il suo nome sui quotidiani. Il mobbing cossighiano funziona sempre, grazie anche alla collaborazione straordinaria di decine di conduttori televisivi che lo invitano a sproloquiare su tutto lo scibile umano (Scalfaro, per dire, non lo invita mai nessuno). Chissà se c’entra qualcosa, in questo killeraggio, un’indagine condotta da Martino qualche anno fa: quella nata nel 1995 dalle rivelazioni di Stefania Ariosto e approdata sui conti svizzeri di Berlusconi, Previti e Renato Squillante. Il giudice corrotto, consulente di Craxi e amico di Berlusconi, era pure "consigliere giuridico" di Cossiga al Quirinale. Su 9 mila magistrati, lui aveva scelto proprio Renatino. Un fiuto da rabdomante.

Zoiba mattinée




Oddio, mi scappa,
per fortuna il bagno non era occupato
e mi son liberato.

La macchina del caffè
non funziona più come una volta,
non so perché
forse è meglio farsi un thé.

Accendo lo stereo e mi rullo tabacco,
sono ancora un poco stracco,
ma non rimarrò per sempre uno straccio.

Ieri sera mi sono addormentato presto,
c’era propaganda in tv;
ho spento la luce,
non ne posso più.

Oggi niente terme
mi prendo un giorno di ferie;
farò una camminata fino in via Nani
dove mi aspetta una dottoressa,
sperando che non sia la solita fessa,
ma si prenda cura di me
anche se mi servirebbe dell’altro caffè.

Ecco fatto, non mi rimane che aspettare
per poterlo sorseggiare,
ora è troppo caldo e mi potrei scottare
ed il palato danneggiare.

Lucky strike tanto per intermezzare.
Insieme stanno bene
anche se non conviene:
tutte e due sono droghe leggere:
caffè e tabacco.
Non sono nella tabella del Ministero,
ma ti danneggiano per davvero.

E’ sempre una questione di quantità:
io fumo tanto tabacco rischiando un cancro,
bevo prefibilmente caffè all’orzo per riparare alla caffeina,
che sarebbe da equiparare alla creatina.

Perciò, amici lontani e vicini,
mi raccomando,
stiate sempre accorti,
perché dietro ogni angolo
potrebbe esserci la Morte!!


S.Lazzaro 9/3

mercoledì, marzo 08, 2006

W le donne


Ad Alessandra

Tu così Cassandra..
mia bizzarra Alessandra,
mi vedesti così piccolino:
ero solo un primino…

La montagna era il nostro mondo.

Ci incontrammo per caso
ma era tutto progettato:
dal primo momento ti ho ammirato.

Tu così maschia
sapevi essere molto dura.
Ti piaceva l’avventura;
ma sotto quella scorza dura
avevi, come me, paura…
paura di uno sguardo
di un sorriso sbilanciato…

O dolce Alessandra
Ama la vita, amala tutta,
come se fosse frutta,
spremila tutta.

Andreino, 12/89




A Claudia

Ti vidi sul muretto
non avevi il berretto
ma mi piaceva il tuo rossetto.

“Ciao Claudia, come stai?”
“Bene, ma che cazzo vuoi?”

Il tuo sorriso era immenso
sotto un cielo così melenso
da rendermi a te propenso.

I tuoi occhi così grandi
come le mani di Morandi.
Feci breccia nel bicchiere del mio amore
col vinello lì nel fondo
mi sentivo molto profondo.

Ti vidi sul muretto
e mi sentivo piccoletto.


from Calcara, 10/89

martedì, marzo 07, 2006

Consigli

Trattasi di consigli utili
per chi nella vita fa un certo tipo di lavoro
o chi ancora lo sta cercando
o dovrà un giorno sceglierlo.
cliccate sull'articolo per poterlo leggere

lunedì, marzo 06, 2006

La vita che stress


Piccoli traguardi
e tanta pazienza,
tanto per cominciare
di nuovo a respirare.

Respirare regolare,
senza affannarsi,
lavorare con lentezza,
senza tralasciare
alcun particolare.

Fumare il giusto
tanto per attenuare
il male di aspirare.

Piccoli traguardi
su grandi circuiti.

Pit-stops regolari
senza stare troppo soffermarsi
su un passato
oramai andato;
scivolato via
come gocce di sudore
che ti hanno fortificato.

Tanta pazienza
per riequilibrare
lo spirito malato,
che ti tiene legato
alle nuove regole
che ti hanno assegnato.

Gioire e non sopportare
per quello che hai trovato
e per quello che ti hanno regalato.

Amore e comprensione,
nessun pietismo voglio sentire,
potrei trasalire.

Invece voglio ricominciare
ad essere normale
senza troppe pasticche
da dover ingoiare.

Ritrovare la fiducia e l’indipendenza
dove ancora non regna,
perciò occorre aspettare
anche chi non ti crede
ma ad un certo punto
si deve poi dare,
perché altrimenti
mi dovrei allontanare,
e non lo voglio fare.


Andrea
6/3

domenica, marzo 05, 2006

Spegni i tuoi sogni


L’altra notte ero collegato
con lo spazio programmato
La mia mente viaggiava libera
nell’etere infinito
Telecomando non serviva
la mia psiche interagiva
I miei occhi roteavano
il mio sangue ribolliva
Il mio cuore pompava sogni
al cervello inebriato
Tutto odorava
niente si toccava
Colori allucinanti
esseri inesistenti
La terra lontana
il sogno imperava
Svegliarsi non si poteva
dolce la catena
nell’universo onirico
mi tratteneva
Cielo immenso
Azzurro intenso
Grandi ali bianche
dalle mie spalle
Volteggiare nel vento tiepido
acrobazie mentali
Io solamente
nessuna traccia della gente
Grande il sole
rosso all’orizzonte
Scioglieva i miei pensieri
annullava i miei problemi
azzerava la mia mente
pronta a capire
a tutto recepire
Avanzavo nella luce
lasciando indietro il passato
Orrori neri in lontananza
perdevano la speranza
di vedermi soffocare
senza più lottare
come ora per la vita
che sentivo tra le dita
Ora so dove andare
non voglio più aspettare
Fatemi partire
Avevo già le ali spiegate
e la rotta ritrovato
quando mamma
mi ha svegliato.

Lazzaro, agosto ‘94

sabato, marzo 04, 2006

Official memories-born in April


Pensieri e parole di un povero illuso


Dalla Romagna a Cuba:
terre di sole ed allegria.
Gente cordiale ed eccezionale il cui credo è scritto nei cieli,
dove la nebbia è spazzata via dal sorriso
di un bicchiere perennemente pieno:
Vino rosso o Rhum che sia.
L’importante è la compagnia o la fierezza della propria terra goduta
in un’orgogliosa solitudine (quando non è alta stagione).
Le parole non servono qui a Cuba:
perché ci si guarda diritti negli occhi, sena ipocriti pudori,
senza false attenzioni, senza meschini secondi fini.
Voler bene, voler capire, costruire, aiutare.
È quello che traspare dalla pelle mulatta del muratore dell’Havana
e dalle mani callose del contadino di Nuovafeltria.
Alto è l’onore dei propri cari, al di sopra di tutto è l’amicizia che li lega.
Schierarsi è d’obbligo,
l’indifferenza e l’invidia non regnano qui a Cuba.
La competizione è per l’amore, non per il dio-denaro occidentale:
si lavora e si suda e si prendono “bastonate”
per star meglio con il prossimo più vicino, non per calpestarlo.
Mentalità al di sopra di ogni offesa, di ogni sopruso,
contro ogni ingiustizia, ogni razzismo.
La gente si piace, si mostra, è buona dentro,
il proprio cristallo illumina la terra che calpesta,
irriga i campi che coltiva, accende il sole che brucia
le passioni del cuore e dello spirito.
Spirito al di sopra di ogni dio,
più vicino se non altro ad un demone ribelle e desideroso
di emozioni forti e calde come il mare
che bagna queste terre nate per vivere.


Varadero ‘95

venerdì, marzo 03, 2006

Il 69?


Con una “bomba molotov” in mano..
inciampai proprio davanti a lei,
senza farlo apposta, Anzi….

MMMMMMMMMMMMMMMMhhhh

Mi piaceva molto….ed anche……,
insomma, visto che “non” si può dire….,
enumeriamolo: il 69.

Liberate l’immaginazione,
non fatevi irretire dal pudore:

iniziammo a massaggiarci, prima lei.
Iniziò dalle spalle e dalla zona alla base del collo,
sempre con movimenti circolari,
poi spalmò un po’ d’olio sulla schiena
ed iniziò a lavorarci sopra, mentre già sentivo
una “sensazione” di caldo provenire dal suo basso ventre
che strisciava, per via dei movimenti delle braccia,
sul mio fondoschiena.

E poi, diciamolo, eravamo in ritardo, ma per noi
così arrivò…..il ’68, la “bomba” non esplose
e vivemmo in peace & love, forever.


Lazzaro mix

I veri Maschi


da un copione di un film mai uscito (girato nel luglio '94),
ho "sottratto" queste righe:

"I sessi sono più d'uno ma la sessualità è maschile,
la sessualità è forte, marcata,
incentrata su una volontà, un potere,
su una legge che affacina chi la subisce.
Eppure i veri maschi sono:
problematici,
psicolabili,
volubili,
deboli,
svogliati..."

Io concordo, e voi?

giovedì, marzo 02, 2006

Rememberin' 94


Ora so chi sono
un ex romantico
pappamolle sognatore
sacco di merda:
uno che non lotta
che le dà vinte,
che non sa convincere,
un perdente.

Uno che non ha in mano niente
un misero involucro di sani principi
traditi
promesse non mantenute
impegni non rispettati
uno che gli amici li ha sempre comprati

Mi faccio pena
mi vergogno della mia condizione
per fortuna non ancora di me.

Andrea'94

mi faccio schifo


Voglio ricominciare
ma non oso guardare dietro

ho combinato solo casini
ho la mente inceppata
me la sento ritardata

mi sono violentato
ho oltrepassato i limiti
e non riesco a rientrare

so qual è la strada
ma non ho il motore sufficiente
avrei bisogno di un'altra patente

la patente del coerente
la patente del costante
ma sono distratto dal paesaggio
ridotto uno straccio

andrea '94

Skizzo by Lazzaro

Figlio di Bluff





by Lazzaro, stagione'94

Vorrei,....





Vorrei sudare, non lo vorrei più
Vorrei soffrire, non lo vorrei più
Vorrei morire, non lo farei più
Vorrei sorridere, non smetterei più

Vorrei essere me stesso….NO! non tu….io…
Non tu….IO!! IO!!IO!!IO!!....non tu…

Vorrei scoppiare, impazzire per poi tornare
Vorrei non farmi più vedere
Vorrei, “zac”, non essere mai nato
Mai aver procurato dispiaceri, torture,
pensieri dolorosi, faticosi.

Non vorrei farmi compatire
Vorrei essere lasciato in pace
Da chi vuole sapere.

Non sono normale, mi lascio andare
Non so vivere, mi lascio morire
Non so gestirmi, non mi piaccio per un cazzo,
ma qui in vita che ci faccio?


‘94

incubus


Sopra il mare:
il Sole.

Lungo la strada:
la Nebbia,

sotto le scarpe:
la Sabbia,

dentro l'anima:
lo Scoramento,

la Morte invincibile
che mi calpesta la testa,
mi tramortisce il cervello.
mi mangia il sudore
di un incubo vivente:
la Vita.


by lazzaro'94

L'amore fugge?


L’amore fugge

L’amore va

L’amore passa

"Ma (e\o) Se" la Paura

Lo fermerà

mercoledì, marzo 01, 2006

Io, coglione


Non vi presto più le mie cose
Che dopo me le perdete
Tengo tutto io
Il Possessivo.
Penso a tutto io
L’Organizzatore.
Mi fido solo di io
Lo Sfiduciato.
Non ti faccio più andare in giro
Il Geloso senza io.

Mi spakko il culo per io
L’Ambizioso con molto io.

Non pretendo poi molto
Io, l’Umile senza Dio.

Mi contraddico?
Ma guardate che sono sempre io.
Volubile ed infiammabile,
esplosivo e paziente,
osservatore latente.

Non mi prendete per i fondelli,
perché io vi bekko subito
basta guardavi negli occhi
come corvi che si appoggiano
sui rami più alti,
sulle Mie spalle.
Voi mi guardate di lato
Io diritto, in fondo, vi studio,
me ne prendo il tempo.

Anche se poi non importa,
ma mi passo il tempo anche così,
da dietro il balcone posso scorgere
qualsiasi tipo di coglione
o di grande campione.

C’è chi ci prova e chi ci casca,
i più sono coglioni, meno i campioni.
Ma è stato sempre così, o no?

Io sono un coglione di campione:
geloso, paziente, volubile,latente
infiammabile, possessivo, materialista,
umile amante della bellezza.



I Marzo, sù coraggio

Poemetto da principiante


Questa è la storia di un essere a tutti sconosciuto.

Il suo nome non ha importanza: mai si chiama.

La sua faccia, i suoi occhi, la sua bocca invece sì, ma non per lui.

Grandi sono i suoi sogni,

piccolo lo spazio intorno a lui.

Tutti lo vorrebbero come amico:

dovete sapere che si dice che sia uno di quelli di cui ti puoi fidare,

uno di quelli a cui puoi confidare mille segreti,

poiché per sempre saranno custoditi.

Si dice anche che sia bravissimo a divertirsi.

Ed anche questo porta punti in suo favore.

Ma cerchiamo di far ordine.

Partiamo dall’alba.

L’alba fu di quelle che si ricordano per tutto l’inverno:

uno se si è fortunati,

due o più se le nostre strade ed i nostri passi

ci rimangono nei pensieri

e non nei luoghi dovuti.

Un’alba calda,avvolgente, piano piano, senza fretta, senza sforzi.

Un’alba di fine luglio su crespe d’onde spagnole.

Fu questo il principio, fu questo l’inizio;

fa parte di una storia, di una scintilla d’amore,

di un vortice di baci ed ansimi,

di passione e bagliore.

Grande era la palla di fuoco che splendeva in un cielo pauroso

d’azzurro fino.

E grande fu la paura del fotografo nascosto tra le dune.

Paura d’insonnia per l’incubo visto attraverso l’obbiettivo.

Paura assassina di sentimenti puri e di muscoli umani.

Il click non c’è stato,

si è fermato nel vuoto pensiero del malcapitato testimone.

Razza strana quella dei fotografi:

artisti dell’occhio, ladri di realtà.

Che c’era da fissare su pellicola?

Forse qualcosa di troppo grande per essere tutto a fuoco?

No, vi era soltanto una grande fottutissima paura.

Paura di una nuova grande rivoluzionaria inquadratura.

Nick era nato per questo, ma ora si trovava solo,

solo di spirito,

solo con una macchina

che aspettava solo di essere messa in moto.

Bastava un piccolo gesto:

l’uso di un dito,

ma era troppo forte per la sua testa.

Lazzaro, ottobre ‘93

picture from Il Vernacoliere

26/10/93 FOR FEDERICO


OCCHIO PESTO
OMBRA LIVIDA
MACCHIATO DENTRO
SCORTICATO DAL FREDDO
IL FREDDO FORESTIERO
LA PAURA DEL VERO
genova, ferrara, sassuolo:
il triangolo Dei per sempre Maledetti
picture by federico's mother blog